Ciao, mi chiamo Gian Paolo, ho 53 anni e sono un medico.

Vi racconterò la storia dell’uomo dietro lo scrittore. Di certo nessuno si aspettava che avrei potuto dar vita a una tetralogia fantasy, eppure eccomi qua. Dopo Vartaxar ed Elazar non vedo l’ora di farvi sapere come si svilupperà la storia nei prossimi volumi.

Ma partiamo da dove tutto è iniziato. Sin da piccolo scrivevo, scrivevo e scrivevo di avventure. Nel cassetto conservo ancora qualche manoscritto rilegato a mo’ di libro con lo scotch trasparente. Leggevo moltissimo. Libri di avventura perlopiù. Divoravo letteralmente le opere dei miei autori preferiti, come Emilio Salgari, Giulio Verne, Walter Scott e James Fenimore Cooper.

A 10 anni però scoprii quello che sarebbe diventato il mio maestro, inventore di mondi immaginari e fantastici. Sto parlando di J.R.R. Tolkien, il creatore della Terra di Mezzo. Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit e, successivamente, Il Silmarillion sono i suoi capolavori che mi hanno affascinato con descrizioni estremamente dettagliate e realistiche di quei mondi fantastici, per la complessità della trama narrativa e per la bellezza dei personaggi. In seguito ho avuto modo di leggere altre saghe di genere fantasy, ma nessuna mi ha mai entusiasmato come l’opera letteraria di Tolkien.

Crescendo, il tempo che passavo davanti ai libri di avventura è diminuito per lasciare spazio agli studi e alla famiglia, ma il fantasy non mi ha mai lasciato totalmente. Raccontare storie ai miei figli, giocare con loro con draghi e cavalieri era il modo di coltivare e condividere questa mia passione con loro. Finché non ho deciso che era giunto il momento di dare spazio alla mia fantasia e ai miei racconti.

Cinque anni fa ho ripreso la penna in mano e ho iniziato a scrivere la storia di un guerriero, sfuggito a un crudele destino, pronto a riprendere in mano la sua vita. Lo chiamai Gherson, che in ebraico vuol dire “straniero”.

Perché volevo raccontare la storia di Gherson? Forse perché è un po’ la mia storia.

Non pensavo sarei arrivato fino a qui. Tutto è nato molto casualmente.